
Mira d'Ercole
Nato a Lecco e residente a Romagnano Sesia (NO).
Nel dicembre 1943 si unisce ai gruppi partigiani con il fratello Riccardo (ucciso ad Anzola d'Ossola il 6 agosto 1944): combattente per 13 mesi nella Divisione garbaldina Gramsci e successivamente nella Divisione alpina Beltrami.
Arrestato ad Armeno (NO) l'8 dicembre 1944, viene portato prima a Baveno, in seguito nelle carceri di Novara (con il fratello Mosé), poi a Milano e infine nel campo di Bolzano.
Deportato a Bolzano nel dicembre 1944 e successivamente in Germania, l'1.2.1945, con trasporto n.119, partito da Bolzano e arrivato a Mauthausen il 4 febbraio. Matricola n. 126296, categoria Schutzäftlinge (deportato per motivi di sicurezza). Mestiere dichiarato: disegnatore tecnico. Aiutato dal cugino Giuliano Pajetta entra nel gruppo resistenziale del campo.
Viene liberato il 5 maggio 1945 a Mauthausen dalle truppe statunitensi.
Dal testo di Venegoni risulta deportato a Bolzano il 10 gennaio 1945.
La vita offesa (a cura di A. Bravo e D. Jalla), F. Angeli, 1986; Gisa Magenes, L'elenco dei deportati novaresi in Fogli sensibili, n.3, ott./dic. 1994 e Resistenza unita aprile/maggio 1995; I. Tibaldi, Compagni di viaggio, F. Angeli, 1994; Cd "Partigianato" (dati tratti dai fogli riconoscimento commissione lombarda qualifiche partigiane - ISRN); Dario Venegoni, Uomini, donne e bambini nel lager di Bolzano, Aned, 2005; (a cura di B. Mantelli e N. Tranfaglia), Il libro dei deportati, vol. 1, tomo II, pg. 1438, Mursia 2009; Archivio della deportazione piemontese, intranet.istoreto.it/adp, 2010.