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Carlo Antonio
Beretta
Tom


Nome
Carlo Antonio
Cognome
Beretta
Soprannome
Tom
Nomi di battaglia
Tom
Sesso
M
Luogo di nascita
Monza
Data nascita
11 luglio 1913
Padre
Beretta Umberto
Madre
Adalgisa Rovagnati
professione
meccanico
Luogo di morte
Fondotoce (Verbania)
Data della morte
20 giugno 1944
1
Originario di Monza, fu partigiano del "Valdossola", in formazione dal febbraio 1944 col grado di Capitano Maggiore (come già nella fanteria dell'Esercito). Catturato durante il rastrellamento della Val Grande, venne fucilato a Fondotoce il 20 giugno 1944.
Attività partigiana
Originario di Monza, fu partigiano del "Valdossola", in formazione dal febbraio 1944 col grado di Capitano Maggiore (come già nella fanteria dell'Esercito). Catturato durante il rastrellamento della Val Grande, venne fucilato a Fondotoce il 20 giugno 1944.
Matricola
Ruolo
Note
Caduto
“Tom, così lo chiamavano tutti, un compagno, un lavoratore della Philips Radio di Monza, un uomo coraggioso. Non esitò quando si trattò di combattere. Tom costituì nella sua fabbrica la prima cellula comunista; gli furono vicini altri compagni. Ogni lotta vide Tom al suo posto. Guidò gli scioperi, portò armi ai Garibaldini in montagna finché anche lui, denunciato da una spia, ricercato, fu costretto ad abbandonare la città. Anche lui fu garibaldino in montagna. Nel giugno del ’44, dopo duri scontri, 43 patrioti furono circondati e catturati in Val Cannobina. I “43” di Fondo Toce. Era con loro Antonio Beretta. Li fecero camminare per le vie di Fondo Toce e degli altri paesi del lago portando un cartello che li qualificava “banditi”. Poi, tre alla volta, dopo averli spogliati e privati dei documenti, perché le salme non fossero riconoscibili, selvaggiamente li trucidarono. E alla fossa che raccoglieva i loro corpi montarono la guardia militi fascisti perché nessuno si avvicinasse a dare l’ultimo saluto. Così morì Antonio Beretta, “Tom”, come lo chiamavano i compagni”. Dopo l’esumazione, Tom fu riconosciuto dai parenti per un anello di metallo di nessun valore che portava al dito. E' sepolto nel cimitero di Monza. [Dall'articolo “Compagni, essi sono con noi” apparso sulla Cronaca di Milano de L’Unità il 20 gennaio 1946, tratto da "Vite partigiane : diari e testimonianze della Resistenza nel Verbano Cusio Ossola", a cura di Paolo De Toni, Arialdo Catenazzi e Ersilia Monti, ANPI, Sezione Provinciale Verbano Cusio Ossola, 2013]