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Irma
Prevedini



Nome
Irma
Cognome
Prevedini
Sesso
F
professione
cuoca presso la famiglia Luzzatto
Attività partigiana
Matricola
Ruolo
Note

Mario
Luzzatto
->

Bice
Ginesi
->

Silvia
Luzzatto
->

Maria Grazia
Luzzatto
->

Olga
Ginesi
->
Note biografiche
All'epoca della strage era cuoca della famiglia Luzzatto presso villa Il Castagneto.
Testimonianza
«I tedeschi vennero un lunedì, l’indomani del loro arrivo in paese. Dalla finestra della cucina (stavo preparando il pranzo) vidi spuntare le loro giacche nere con le mostrine d’argento. Erano tutti giovani, avevano facce dure. “ Mamma mia, sono come i lupi” mi dissi. Parlarono con il dottor Luzzatto, che, tra l’altro, sapeva il tedesco. Poi se ne andarono con lui su una camionetta. Non lo avrei mai più visto….
Nella villa rimasero la moglie Bice, la cognata Olga e le due figlie, Maria Grazia e Silvia, di 18 e 16 anni. Le ragazze erano sicure che il loro papà sarebbe ritornato presto. L’indomani, preoccupata, la signora Bice andò all’hotel Ripa di Baveno, dov’era la sede delle SS, per portare al marito il soprabito e alcuni medicinali. Non glielo lasciarono vedere; lei pregò, supplicò e pianse ma furono irremovibili. Un ufficiale le disse “Suo marito non ha bisogno più di niente”. Forse a quell’ora il dottor Luzzatto era già morto. La sera del terzo giorno (erano passate le venti e c’era il coprifuoco) qualcuno bussò alla porta della villa. Era la sorella della signora Bice, Olga Gilesi in Bonfiglioli. “Ma che cosa è venuta a fare qui che ci sono le SS?” le chiesi. “E dove andavo a quest’ora? Se mi sorprendono mi sparano”. La SS di guardia intervenne: “Lei è una parente? “ “ Si sono la sorella della moglie del dottor Luzzatto”. “Bene, venga da questa parte. In mezz’ora anche lei kaputt”. Un istante dopo infatti le SS fecero irruzione nella villa, le armi spianate e un grosso cane lupo al guinzaglio. Presero la signore Bice, la signora Olga e le due ragazze e le portarono in camionetta a Baveno. Di loro non seppi mai più nulla. L’indomani, nella villa ormai deserta, arrivarono quattro SS, accompagnati da un ufficiale. Erano allegri e chiassosi. Mi costrinsero a dire dove custodivo il vino e i liquori, “altrimenti- urlarono- facciamo pum pum” e mostrarono le rivoltelle. Poi mi ordinarono di preparare un pranzo per loro: pastasciutta, polli arrosto ed anche una torta. Li dovetti servire a tavola. Mangiarono e bevvero tutto il pomeriggio, se ne andarono che stava già facendo buio. Cantavano. Uno di loro mi gridò: “Alleluia, ora lei è la padrona di questa villa”. Io mi tenevo il grembiale contro la bocca per non far vedere che piangevo».