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Rastrellamento della Val Grande

11-30 giugno 1944

L’11 giugno inizia un massiccio rastrellamento in Val Grande lungo l'anello Verbania - Fondotoce - Domodossola -Valle Vigezzo - Cannobio: 4-5000 tedeschi e fascisti contro 450-500 partigiani male armati ed equipaggiati e privi di viveri. Per le formazioni partigiane e per la popolazione civile sono venti giorni di spietata caccia all'uomo, con fucilazioni, saccheggi ed incendi. Si registrano vasti spostamenti di reparti e si costituiscono cinque  distaccamenti a cavallo dei monti Vadà, Spalavera e Marona.

Le operazioni in montagna di fatto terminano il 22 giugno con l'eccidio dell'alpe Casarolo in alta Val Grande, in cui muoiono nove partigiani e due alpigiani.

Nei dieci giorni successivi continuano tuttavia, nei paesi ai piedi dei monti, le fucilazioni dei partigiani catturati. Le truppe tedesche comandate dal tenente colonnello Ludwig Buch, comandante del "SS-Polizeiregiment 15", seminano il terrore nel Verbano e in Ossola: fucilazioni di partigiani e civili, incendi e saccheggi, deportazioni nei campi di concentramento in Germania. Il numero dei prigionieri fucilati dopo la fine dei combattimenti in Val Grande ammonta a 130-140 persone (le fonti discordano nei dettagli, ma concordano nel numero complessivo).