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Repubblica dell’Ossola

9 settembre - 22 ottobre 1944

Dopo la liberazione della Cannobina da parte della “Piave”, le formazioni partigiane del "Valdossola" e della "Valtoce" liberano l'Ossola dando il via alla costituzione della "Repubblica dell’Ossola". Le trattative di resa col presidio di Domodossola, iniziate dal Co­mando della “Piave”, vengono portate a termine dai Comandanti Superti e Di Dio delle Brigate “Valtoce” e “Valdossola”. La Zona libera si estende per una superficie di 1.600 km2, fino al lago di Mergozzo e alla Val Cannobina (escludendo il Cusio e il Verbano), con una popolazione di circa 75.000 abitanti. L’11 settembre si costituisce una Giunta Provvisoria di Governo con sede a Domodossola; nei vari Comuni vengono destituiti i podestà di nomina fascista e vengono ricostituite le amministrazioni locali, si riorganizzano i sindacati e vengono dati alle stampe diversi giornali.

Intanto le truppe tedesche e fasciste organizzano la rioccupazione della zona libera dell'Ossola. L'operazione "Avanti", pianificata dal colonnello Buck, comandante del 15° reggimento di Polizia-SS, mette in campo 5000 uomini appartenenti alla SS Polizei e ai reparti italiani della Guardia Nazionale Repubblicana, della X Mas, della Milizia "Venezia Giulia", dell'Aeronautica, delle SS italiane. Tra il 9 e il 13 ottobre le truppe tedesche e fasciste riconquistano i monti del Verbano e la Val Cannobina. Nel tardo pomeriggio del 14 ottobre Domodossola viene rioccupata dai nazifascisti; la resistenza partigiana prosegue ancora sui tornanti della Formazza. Nella notte fra il 15 ed il 16 ottobre , la Giunta Provvisoria di Governo quasi al completo (sette membri su nove) si riunisce per l'ultima volta in territorio italiano a Ponte di Formazza, attribuendo pieni poteri al presidente Tibaldi.  Il giorno successivo la "Valtoce" e una parte del "Valdossola", insieme con la Giunta Provvisoria di Governo – ad eccezione di Gisella Floreanini che con i garibaldini si porta in Val Sesia - espatriano in Svizzera attraverso il Passo S. Giacomo. Con la progressiva rioccupazione nazifascista della Zona libera dell’Ossola, anche il resto delle forze partigiane si spinge verso i confini elvetici: il grosso del "Valdossola" sconfina dalla valle del Devero, la Divisione "Piave" (con le brigate "Perotti", "Battisti" e il battaglione "Vigezzo") espatria attraverso i confini della Val Vigezzo. Nella vicina Confederazione, che già aveva accolto 2000 bambini dell'Ossola, trova rifugio anche un terzo circa della popolazione ossolana. Termina così l’esperienza dell’Ossola liberata.