Eccidio Fondotoce
La banca dati

La banca dati raccoglie i risultati di un approfondito lavoro di ricerca condotto, a partire dagli anni immediatamente successivi alla Liberazione, innanzitutto dagli ex partigiani, che hanno speso la propria vita nell’impegno costante a tramandare “per non dimenticare”, e accanto a loro da molti studiosi che, con il valore aggiunto del rigore scientifico, hanno permesso di ricostruire, tassello dopo tassello, quei tragici avvenimenti.
L’eccidio di Fondotoce presenta ancora, tuttavia, molte zone d’ombra: non si è potuto dare un nome a 14 delle 42 vittime e soprattutto non si è potuto attribuire, ormai almeno per giustizia postuma, il peso della responsabilità agli esecutori.
Dopo la Liberazione, la documentazione relativa alle stragi nazifasciste compiute tra il 1943 e il 1945 affluì presso la sede della Procura generale militare a Roma, in via degli Acquasparta: 695 fascicoli e un Registro generale riportanti 2274 notizie di reato, con i nomi delle vittime i nomi degli assassini e le località dove quei crimini vennero commessi.
Tra questi, il n. 1597 è riferito all’eccidio di Fondotoce (parte lesa Rosa Marino e altri …)

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Nel 1960 per un ordine dall'alto tutti i fascicoli vennero "archiviati provvisoriamente" e occultati in un armadio (l’armadio della vergogna), rimasto per decenni con le ante rivolte verso il muro. Non ci furono procedimenti penali né processi.
La documentazione venne rinvenuta nel 1994 dal procuratore militare Antonino Intelisano, impegnato nel processo contro l’ex SS Erich Priebke. Appurata dal Consiglio della magistratura militare una gestione anomala dei fascicoli “per motivi di opportunità politica”, nel 2003 venne istituita una Commissione parlamentare di inchiesta, che operò fino al 2006 per accertare le cause dell’occultamento dei fascicoli.
La documentazione non è ancora oggi consultabile. Attendiamo, come richiesto dall’ANPI nazionale, che sia finalmente resa accessibile agli studiosi e ai cittadini per riparare, di fronte alla giustizia negata, almeno il giusto debito di memoria.

Credits

Progettazione e realizzazione:
Ester Bucchi De Giuli

Ricerca storica:
Mauro Begozzi, Gianmaria Ottolini

Bibliografia:
Chiara Uberti (Biblioteca Aldo Aniasi)

Web: reimmagina.it
 

CONTRIBUTI

Il progetto è stato realizzato con il contributo della Regione Piemonte, Assessorato alla cultura ai sensi della L.r.58/78 art. 7

Avvertenze

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