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Maria
Müller

43 anni

Nome
Maria
Cognome
Müller
Sesso
F
Luogo di nascita
Varsavia (Polonia)
Data nascita
9 gennaio 1899
Padre
Mülle Paolo (o Federico)
Madre
Werner Giulia (o Matilde)
Luogo di morte
Baveno (VB)
Data della morte
22 settembre 1943
Attività partigiana
Matricola
Ruolo
Note

Emil
Serman
->marito

Giulia
Werner
->madre

Stefania
Müller
->sorella

Sofia
Czolosinska
->amica
Note biografiche

Ebrea di origine polacca (nasce a Varsavia), si sposa con il giornalista austriaco Emil Serman che lavora a Berlino e acquisisce la cittadinanza tedesca. Alla fine degli anni Trenta lascia Berlino con il marito per trasferirsi a Milano.

Sfollamento

Con l’inizio dei bombardamenti anglo-americani sulla città di Milano, Maria Müller e il marito Emil Serman acquistano Villa Fedora a Baveno, sul Lago Maggiore, dove vanno ad abitare con Stefania Müller e Julia Werner, rispettivamente sorella e madre (o zia) di Maria, e un’amica delle donne, Sofia Czolosinska.

Arresto-detenzione

Nel corso del rastrellamento di ebrei operato dal primo Battaglione, secondo Reggimento, Divisione meccanizzata Waffen SS Leibstandarte Adolf Hitler, lunedì 13 settembre 1943, viene arrestato il marito Emil Serman e portato all'albergo La Ripa, sede della quinta compagni del reparto SS. Maria Müller, che non era a casa in quel momento, tenterà poi invano di contattare il comando tedesco per avere notizie e portare al consorte degli indumenti. Rientrata a Villa Fedora senza aver avuto notizie del marito, si trova una pattuglia SS che, dopo aver chiuso le donne in una stanza, saccheggia la casa. Il comandante della squadra fa firmare alla signora Serman una dichiarazione in cui si attesta che non è stato sottratto alcun oggetto promettendole che così avrebbe rivisto il marito. Subito dopo però viene arrestata con le altre tre donne.

Morte

Di lei non si sa più nulla. Viene uccisa probabilmente il 22 settembre come risulterebbe da Il libro della memoria e da quello di Toscano .

Memoria materiale

Nel Cimitero di Baveno si trovano una tomba e una lapide con incisi i nomi dei quattordici ebrei uccisi.

Un monumento a loro dedicato è stato inaugurato nel 2013 sul lungolago.

Questioni aperte

Dai dati dell'archivio comunale di Baveno risulterebbe figlia di Matilde Werner e non di Giulia Werner, che quindi risultebbe la zia.

Riferimenti bibliografici

Aldo Toscano, L'olocausto del Lago Maggiore (settembre-ottobre 1943), Alberti, Verbania, 1993; Marco Nozza, Hotel Meina, Mondadori, 1995; Liliana Picciotto, (a cura di B. Mantelli e N. Tranfaglia), Il libro della memoria, pg. 841, Mursia, 2002; La strage dimenticata. Meina, settembre 1943. Il primo eccidio di ebrei in Italia, Interlinea, 2003; (a cura di B. Mantelli e N. Tranfaglia), Il libro dei deportati, vol. II, Mursia, 2010; Lorenzo Camocardi, Gianmaria Ottolini, Even 1943 (DVD), Verbania, 2010; Centro di documentazione ebraica contemporanea, www.nomidellashoah.it; Nuova Resistenza Unita, n.3/2017.

Riferimenti archivistici

Archivio storico del Comune di Baveno, b. 53/1 "Pratiche di emigrazione e immigrazione, 1937-1944" (Registro popolazione (trasferimento da Milano, 7/6/1940).