
Buccella
Risiede con la famiglia a Feriolo, frazione di Baveno (NO). Come il padre fa il pescatore.
Viene arrestato in circostanze ignote nello stesso periodo (giugno 1944) in cui altri verbanesi e bavenesi sono catturati dai tedeschi per essere inviati in Germania come lavoratori coatti.
In Germania si ritrova al campo di Zwickau (Flossenbürg), dove lavora nella fabbrica della Werk Audi del gruppo Auto Union che produce camion militari. Si trova nello stesso reparto di Molinari al montaggio dei serbatoi di benzina ed è in camerata con Alberto Ziviani, Stefano Raffaelli, Gianluigi Molinari, Franco Mondolfo, Cordero e altri.
Buccella fa parte del gruppo di 86 persone deportate in Germania dal Verbano nel giugno 1944 come lavoratori coatti.
Nel libro di Molinari si dice che è nato nel 1928.
Monte Marona, 15 dicembre 1942 (articolo di "bieffe"); Resistenza Unita maggio 1979 (articolo di Leonardo Zamana); Alberto Ziviani, 1944: Preludio di un dramma - 1945: Primavera di libertà, 1997/2001; Gianluigi Molinari, Da Intra a Zwickau, ed. Guardamagna, 2001; Nuova Resistenza unita, sett./ott. 2010 e nov./dic. 2010 (testimonianza di Perovanni); Gli 86 verbanesi deportati in Germania, (a cura di Alberto Corsi), Verbania.