
Magistris
Residente a Mergozzo (NO). Alla chiamata di leva per la Rsi risulta renitente.
Entra a far parte della Divisione Valtoce nel giugno del '44 e subisce il rastrellamento in Val Grande.
Raggiunto dai nazisti e dai fascisti all'alpe Cortevecchio, sopra Ornavasso, l'11 giugno 1944, tenta la fuga ma assieme ad altri compagni viene catturato e portato al comando fascista di Ornavasso. Parte del gruppo verrà poi fucilato a Migiandone il 14 giugno e parte, compreso il Magistris, dopo quattro giorni viene mandato alle caserme di Borgo San Paolo a Torino con altri civili precedentemente rastrellati in zona. Una settimana dopo è deportato come lavoratore coatto.
Deportato come lavoratore coatto a Zwickau dove lavora presso l'Auto Union come operaio tessile dal 7 luglio 1944 al 13 aprile 1945. Viene liberato dalle truppe statunitensi
Durante la permanenza a Zwickau incontra altri novaresi deportati come il compaesano Giovanni Maestroni arrestato a Baveno durante un rastrellamento, un certo Brusa e un Guglielminetti di Ornavasso, Giuseppe Martinelli di Cuzzago, Felice Polli di Baveno e il sacrestano di Baveno.
Rientra in Italia nell'agosto del 1945.
Magistris, molto probabilmente, fa parte del gruppo di 86 persone deportate in Germania dal Verbano nel giugno '44 come lavoratori coatti.
(a cura di Paolo Bologna), Quando i picasass presero le armi, Mergozzo, 1997.
Archivi di Arolsen (https://collections.arolsen-archives.org/en/search/person/78591058?s=magistris%20francesco&t=3233326&p=0).