
Guerreschi
Nasce a Milano nel 1926, dove risiede e, nel periodo in questione, lavora come operaio alla Pirelli.
Nel febbraio '44 arriva in Val Grande con Sergio Ciribì e Sergio Manzocchi e si arruola nel Valdossola, ma torna quasi subito a Milano a causa del padre malato, riprendendo a lavorare alla Pirelli. A giugno, in seguito ai bandi di reclutamento della Rsi che includevano la sua classe (1926), decide di tornare al Valdossola con Sergio Ciribì e Cleonice Tomassetti.
Appena arrivati all'Alpe Buè, il 14 o 15 giugno, con il rastrellamento appena iniziato, Ciribì, Tomassetti e Guerreschi vengono catturati dai militari italiani della Rsi. Portati alle scuole elementari di Rovegro, sede dei tedeschi, sono picchiati, interrogati e poi trasferiti a Intra, scuole elementari femminili. Lì Guerreschi viene diviso dagli altri due. Assiste alla sfilata ad Intra dei 43 che verranno portati a Fondotoce e fucilati, ma con altri viene riportato nei locali delle scuole.
Da Intra è trasferito nelle carceri di Torino e in seguito deportato a Zwickau come lavoratore coatto.
Nella primavera del 1945, mentre i Russi si stanno avvicinando a Zwickau, riesce a fuggire e a rientrare a Milano il 13 aprile 1945.
Fa parte del gruppo di 86 persone deportate in Germania dal Verbano nel giugno 1944 come lavoratori coatti.
Sono da confrontare, nel testo di Chiovini, la testimonianza di Mario Catena con la sua, in quanto discordano sul ruolo tenuto da Guerreschi nella cattura e per le conseguenze poi avute da Ciribì e Tomassetti.
Nino Chiovini, Classe III B, Tararà, 1981.