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Alberto
Ziviani



Nome
Alberto
Cognome
Ziviani
Sesso
M
Luogo di nascita
Milano (MI)
Data nascita
27 ottobre 1927
professione
studente
Attività partigiana
Matricola
Ruolo
Note

Gianluigi
Molinari
->Gli 86 di Verbania

Franco
Mondolfo
->Gli 86 di Verbania

Antonio
Buccella
->Gli 86 di Verbania

Antonio
Perovanni
->Gli 86 di Verbania

Stefano
Raffaelli
->Gli 86 di Verbania


Cordero
->Gli 86 di Verbania


Rabuffetti
->Gli 86 di Verbania


Zucchinetti
->Gli 86 di Verbania

Mario
Catena
->Gli 86 di Verbania

Grazia
Spertini
->Gli 86 di Verbania

Ambrogio
Pessina
->Gli 86 di Verbania

Domenico
Sada
->Gli 86 di Verbania

Dante
Morandini
->Gli 86 di Verbania

Giorgio
Dondero
->Gli 86 di Verbania

Fortunato
Rossi
->Gli 86 di Verbania

Giorgio
Guerreschi
->Gli 86 di Verbania

Aldo
Ruffo
->Gli 86 di Verbania

Umberto
Pella
->Gli 86 di Verbania

Francesco
Magistris
->Gli 86 di Verbania

Giovanni
Minoli
->Gli 86 di Verbania
Note biografiche

Nasce a Milano il 27 ottobre 1927 da famiglia antifascista. Nel novembre 1942, per i bombardamenti, la famiglia sfolla a Civiasco a pochi chilometri da Varallo Sesia (VC), mentre il padre resta a Milano a lavorare. Alberto si iscrive alla prima liceo classico al collegio D'Adda di Varallo. A ottobre del 1943 la ditta del padre si trasferisce a Pallanza, dove si riunisce poi tutta la famiglia. Alberto si iscrive al liceo classico "Santa Maria" e si fa notare per il suo atteggiamento antifascista, per il quale verrà punito dalle autorità locali. 

Attività partigiana

Grazie ad amici si avvicina ai partigiani della Val Grande e nell'estate del '44 inizia a fare la staffetta portando messaggi.

Arresto-detenzione

L'esperienza partigiana si interrompe molto presto probabilmente a causa di un compagno di classe, figlio di un esponente della milizia, che lo denuncia. Il 15 giugno 1944 viene arrestato e portato alle scuole elementari di Intra dove già c'erano altri ragazzi in seguito al bando che a Verbania ordinava a tutti quelli nati tra il '14 e il '27 di presentarsi al comando tedesco per un controllo dei documenti. Con l'accusa di essere partigiano viene successivamente trasferito a Torino e condannato a morte, ma l'intercessione del padre e la giovane età gli permetteranno di commutare la pena in deportazione.

Deportazione

Viene deportato alla fine di giugno del 1944 da Torino come lavoratore coatto e destinato al campo di Chemnitz (nei pressi di Dresda). Dopo pochi giorni viene trasferito a Zwickau (Flossenbürg), dove lavora nella fabbrica della Werk Audi del gruppo Auto Union ed è in baracca con Gianluigi Molinari e altri verbanesi.

Rimpatrio

Fugge dal campo di Zwickau con Gianluigi Molinari e Franco Mondolfo alla fine di febbraio 1945. Ai primi di marzo sono a Innsbruck e poi a Zemm am Ziller, sempre in Tirolo, dove lavorano un paio di mesi in attesa della fine della guerra. Ritorna in Italia nel maggio del 1945.

Questioni aperte

Ziviani fa parte del gruppo di 86 persone deportate in Germania dal Verbano nel giugno 1944 come lavoratori coatti.

Riferimenti bibliografici

Monte Marona, 15 dicembre 1942 (articolo di "bieffe"); Resistenza Unita maggio 1979 (articolo di Leonardo Zamana); Nuova Resistenza unita sett./ott. 2010 (articolo di Antonio Perovanni); Nuova Resistenza unita nov./dic. 2010 (articolo di Antonio Perovanni); Alberto Ziviani, Finché non venne la guerra, 2003 (testo indedito depositato presso l'Archivio ISRN); Alberto Ziviani, 1944: Preludio di un dramma - 1945: Primavera di libertà, 1997/2001; Gianluigi Molinari, Da Intra a Zwickau, ed. Guardamagna, 2001; 1944. Gli 86 verbanesi deportati in Germania (a cura di Alberto Corsi), Verbania.